Quando si parla di Ving Tsun non si può tralasciare una delle sue forme più importanti e talvolta
sconosciute del suo panorama marziale:
La forma dei Bot Cham Do.
Durante la mia permanenza ad Hong Kong presso la Ving Tsun Athletic Association di Hong Kong,
appresi dal G.M. Ip Ching che suo padre, Yip Man, aveva insegnato questa forma a solo 5
studenti.
Possiamo facilmente comprendere come sia difficile imbattersi nella conoscenza esatta delle
sequenze e dei suoi principi.
Si dice molto spesso che quando si arriva a finire di studiare questa forma viene per così dire
consegnato il Ving Tsun nelle mani del praticante.
Questa forma non è staccata dalle tecniche basiche del sistema e non né stravolge i principi ma né
rafforza la conoscenza e la comprensione.
Nella metodica dell’apprendimento del sistema esiste una vera e propria comprensione graduale
delle forme che trova riscontro finale proprio nella forma dei Bot Cham Do che rappresenta il
coronamento della conoscenza.
Per poter capirne a fondo il significato però dobbiamo avere meccanizzato i principi cardine
contenuti nelle forme basiche, questo permette lo sviluppo di una certa maturità marziale in grado
di assorbirne i contenuti.
Ogni sezione ha un nome specifico che allena una determinata tecnica che mira soprattutto al
potenziamento corporeo e al miglioramento del sistema neuro-tendineo muscolare.
Vengono molto interessati i flessori degli avambracci, i muscoli supinatori e pronatori
coinvolgendo cosi lo sviluppo degli stessi e il potenziamento delle tecniche a mani nude.
Quando l’allievo si incammina nello studio di questa forma e ne capisce l’essenza scopre
innanzitutto che i nostri avambracci in special modo le due ossa principali: il radio e l’ulna non
sono che le due lame della spada e inizia a comprendere il significato del termine taglio.
BOT CHAM DO
LA FORMA DEGLI 8 TAGLI
Utilizzerà cosi gli arti come se fossero delle vere e proprie lame, modificando notevolmente le
angolazioni di taglio durante sia il Chi Sao che lo Sparring.
In questa fase la potenza sprigionata aumenta esponenzialmente, in quanto si “affila “per così dire
la tecnica nuda e cruda e la distribuzione dell’energia diventa più precisa.
Se le forme precedenti mirano a portare l’energia nel gomito (Gonk lik ), questa forma porta a
compimento la trasmissione dell’energia nel parte finale, ossia nelle dita.
La diffusione del Qi nell’organismo avviene attraverso il sangue, veicolatore di questa energia, che
lo porta attraverso la nostra intenzione (Yi) agli estremi del nostro corpo: rispettivamente alle
mani e ai piedi.
Diventa quindi di primaria importanza, dopo avere appreso come utilizzare correttamente i
gomiti,applicare questa energia fino alla punta delle dita.
Sebbene con la terza forma (Biu Gee) l’allievo impari come “sparare “l’energia nella mani, egli non
ne è ancora pienamente consapevole a causa della mancata esperienza nel maneggiare le armi.
Questa peculiarità la si apprende appunto durante lo studio degli “otto tagli” dove attraverso l’esperienza
l’allievo impara ad utilizzare la capacità “cosiddetta di transfer “.
Ma cosa significa?
Una prima definizione di questo aspetto tende a inquadrarlo come un’ abilità che riguarda la capacità di
trasferire conoscenze e competenza da un contesto ad un altro, da una materia all’altra, da un problema ad
un altro.